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Virus su smartphone: +472% per il malware su Android

novembre 22, 2011

2012 anno del malware mobile. È questa la poco felice, e molto prevedibile, previsione che deriva dalle ultime analisi. In particolare la ricerca del Juniper Global Threat Center sostiene che il malware veicolato tramite applicazioni su piattaforma Android è cresciuto del 472% rispetto a luglio di quest’anno.

Secondo le dichiarazioni raccolte da PcWorld, per esempio, il numero di applicazioni pericolose è dell’ordine delle decine di migliaia e circa il 5/6% dei terminali mobili che sono stati monitorati da Juniper sono risultati infetti.

Generalmente il malware, che può avere le finalità più disparate, dal puro danno al furto dei dati, si nasconde dietro un’applicazione apparentemente innocua, magari gratis, scaricabile dall’Android Market ma non solo. Gli ultimi esempi riguardano il minibrowser Opera e il media player PowerAMP.

Se le applicazioni inserite nell’Android Market sono, o almeno dovrebbero essere, garantite dal punto di vista della sicurezza, lo stesso non può dirsi per quelle disponibili su siti di download di applicazioni mobile, purtroppo facilmente raggiungibili da Google.

Il rischio c’è comunque in entrambi i casi. Non possiamo giurare sulle applicazioni che passano i test per entrare all’interno dell’Android Market perché è facile ad aggirare i controlli standard. Quelle, invece, disponibili per il download sugli altri siti si raggiungono velocemente da una semplice ricerca su Google e nessuno va a verificare attendibilità di siti e download.

I tipi di malware più diffusi, sempre secondo la ricerca di Juniper, sono gli Sms trojan che installano applicazioni che inviano automaticamente messaggi di testo a numeri specifici detraendo 2 o 3 dollari a messaggio dal credito del malcapitato. Poi ci sono gli spyware capaci di leggere la posta e catturare informazioni personali come, per esempio, i numeri in rubrica.

Al danno si aggiunge anche la beffa delle applicazioni gratuite che promettono la pulizia dello smartphone da eventuale malware mentre fanno esattamente il contrario. Se Android sembra essere la piattaforma più a rischio pare che gli aficionados dell’iPhone non possano sentirsi al sicuro.

Poco tempo fa, infatti, Instastock, un’applicazione “civetta” costruita apposta da uno specialista in sicurezza, ha passato tutti i test ed è stata messa regolarmente in vendita sull’Apple Store.

Purtroppo è difficile immaginare soluzioni a un fenomeno che, giustamente, cavalca l’enorme diffusione di smartphone, tablet e applicazioni. Come nel caso dei Pc è determinante la scaltrezza dell’utente. È importante, poi, non scaricare applicazioni inutili e da siti che non siano i marketplace ufficiali. Ancora, leggere le recensioni sulle applicazioni e accertarsi della serietà della software house che le ha realizzate.

Fonte:  lastampa.it

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