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Microsoft snobba Google DART, il futuro è a tinte JavaScript

novembre 25, 2011

Gli esperti di programmazione Microsoft sono categorici. Lo sviluppo del Web passa per un’evoluzione di JavaScript, non per la creazione di un nuovo linguaggio. E così Google DART rischia di diventare un altro esperimento fallito. L’idea però è buona, e ci vorrà ancora del tempo prima di vedere un vincitore.

Microsoft non vuole Google DART, e preferisce restare fedele a JavaScript. Il nuovo linguaggio di programmazione per il Web proposto dall’azienda di Mountain View presenta diversi vantaggi teorici, ma per Microsoft JavaScript resta il cavallo su cui puntare.

Eppure Google ha creato Dart proprio per andare a colmare le lacune di JavaScript; sarebbe inadatto a creare pagine Web ricche di contenuti dinamici e multimediali, che saranno sempre più numerose mano a mano che si diffonde la programmazione in HTML5.

Google DART

Entrambe le aziende hanno delle ragioni valide, ma alla fine la spunterà chi riuscirà a raccogliere il maggior consenso. E perdere l’appoggio della software house più importante del mondo potrebbe rappresentare per Google un colpo fatale.

Il fatto è che Microsoft ha già dei progetti per rinfrescare JavaScript, e renderlo adatto al Web di oggi e di domani. L’azienda ha pubblicato dei prototipi che tutti possono scaricare e provare – ma non provateci se non siete esperti di programmazione web.

D’altra parte JavaScript ha tutti i vantaggi di una tecnologia consolidata e diffusa. È già presente in tutti i siti web del mondo, ha una lunga storia di sviluppo, moltissimi sviluppatori che lo padroneggiano e un’infinità di librerie “pronte all’uso” e relativamente facili da recuperare. La sua diffusione è così ampia che nello sviluppo di un browser le prestazioni JavaScript sono una priorità assoluta.

JavaScript

Per quanto riguarda DART, il nuovo linguaggio può contare sull’ovvio sostegno di Google e su quello di pochi altri, tra cui spicca il nome di Zynga, forse il più famoso sviluppatore di casual games al mondo. “Di DART attendevo con entusiasmo gli Static Types. Se fossero presenti in JavaScript le prestazioni potrebbero migliorare davvero”, spiega Paul Bakaus di Zynga. “Una volta che hai risolto quello, non c’è molta differenza rispetto a linguaggi come il C e il C++”.

Abbiamo chiesto l’opinione di un esperto – che cura il nostro sito. “In parole povere: Dart si promette di innovare la programmazione lato client per il web. Ormai c’è la tendenza a rendere tutto un’app, non solo più nel mobile (tant’è che i browser stessi hanno ormai i propri market place e voi di toms avete le vostre app sul chrome store…)”, ci ha spiegato Gabriele Mittica di MxDesign (qui il suo blog).

“JavaScript è sempre stato verboso e difficile da mantenere su diversi browser, costringendo lo sviluppatore e scrivere tanto e male” aggiunge Gabriele. Almeno fino al 2005/2006, quando “nascono i framework javascript, i più famosi JQuery, Mootools (italiano e usato proprio su toms), Prototype (ormai obsoleto)… e a seguire Sencha ExtJs e via dicendo che in sostanza si propongono di pacchettizzare una serie di funzioni garantendo la compatibilità su una larga schiera di browser.”

Scontro fra titani

Da qui in poi “si inizia davvero a programmare in JavaScript“, racconta Gabriele. E oggi conoscere Javascript permette anche di programmare per smartphone e tablet con relativa semplicità.

“Ora arriva Dart, che può proporre funzioni e metodi nuovi secondo gli standard del nuovo millennio. Dart unisce logiche e tecniche proprie di Java, Javascript e C. È moderno, offre nuove funzionalità, è più un linguaggio di programmazione vero rispetto a js. Di contro,: js è terribilmente semplice e accessibile, proprio grazie ai framework, è compatto, facilmente integrabile e distribuibile”.

“Bella l’idea, ma non ne sentivo la necessità. Microsoft l’ha criticata e secondo me hanno anche ragione. Tuttavia dovrebbe pensare a far decollare sti maledetti HTML5 e CSS3. Diciamo che da sviluppatore se mi viene chiesto che cosa voglio nel modo dello sviluppo lato client (html, js, css, frontend…) dico: garantite la compatibilità con HTML5 e CSS3, il resto è noia!”, conclude Gabriele.

Ecco il cuore della questione. Per il web c’è bisogno di un linguaggio che offra la potenza, versatilità, compatibilità e interoperabilità. Microsoft vuole che sia JavaScript ad evolversi, mentre Google punta su un rinnovamento più profondo. Chi la spunterà?

Fonte:   tomshw.it