Archive for the ‘Aziende’ Category

Per Google Firefox è un partner (e lo paga il triplo)

dicembre 28, 2011

Del fatto che Google e Firefox abbiano una affinità ormai è evidente, se in passato l’apporto economico di Mountain View è stato decisivo per la sopravvivenza del browser con la volpe pare strano che, dal momento che il browser di famiglia (Chrome n.d.r.) ha ormai terminato la fase di svezzamento e ha addirittura superato lo stesso Firefox in termini di preferenze, la società abbia rinnovato il contratto triennale con Mozilla alzando di molto il capitale in gioco.

Si parla in rete di una cifra triplicata che passerà dalle casse di Google a quelle di Mozilla per un importo intorno ai 300 Milioni di dollari annui per tre anni, un cifra che ha una spiegazione che fornisce la stessa Google. Il colosso delle ricerche prospera se il web prospera, lo strumento con cui si accede al web paradossalmente risulta secondario, se poi un browser ha come motore di ricerca predefinito quello di Mountain View tanto meglio.

In realtà la cifra che Google elargirà a Firefox è anche una azione di attacco-difesa nei confronti di Microsoft e Yahoo, che avevano tentato di strappare la partnership tra Google e Mozilla, il motivo del rilancio voluto da Mountain View sta anche nel tentavio di arginare il più possibile Bing e Yahoo, concorrenti diretti nelle ricerche web che avrebbero tratto estremo giovamento dall’essere il motore preimpostato di Firefox. Che il web prosperi dunque, ma non grazie ad altri browser che non siano Chrome o Firefox stesso.

Bisogna considerare poi che le estensioni di Chrome non sono scritte in un linguaggio diverso da quelle per Firefox, altro fatto che fa in parte stare in piedi l’accordo Google Firefox sempre in ottica “sviluppo del web” che tanto bene fa alle casse di Mountain View, e di conseguenza di Firefox. Per tre anni, a meno di scrolloni impensabili oggi, la situazione rimarrà questa, fatto che porterà nelle casse di Mozilla quasi un miliardo di dollari, con buona pace di chi volva vedere finito il browser della volpe di fuoco

Fonte:  trackback.it

Frammentazione di Google Android guidata dal 50% di Gingerbread

dicembre 5, 2011

Frammentazione, questa é la parola che fa drizzare le orecchie agli sviluppatori del mondo Android e la situazione alla quale Google sta lentamente sistemando. Data la natura open source dell’OS di Google era decisamente probabile che si presentasse una situazione di questo tipo, le varie versioni poi hanno fatto il resto, la propensione a non aggiornare i modelli da parte degli utenti ha fatto il resto.

Il risultato di questa situazione sta tutta nel fatto che ad oggi sono ben 6 le versioni di Android che coesistono nel mercato (Cupcake, Donut, Eclair, Froyo, Gingerbread e Ice Cream Sandwich), una fotografia che riassume bene anche quelle che sono le difficoltá degli sviluppatori nel dover rendere le applicazioni compatibili.

La versione dominante con il 50,51% della base installato é Gingerbread (Android 2.3.X) che garantisce anche un buon livello di accesso alle API rispetto alla precedente versione (Froyo) che vanta il 35,3% dell’installato, e giá con queste due versioni si raggiunge oltre l’85% del parco installato.

Quello che desta piú preoccupazione è che le prime tre versioni di Android che di base offrono un accesso limitato alle API (Cupcake, Donut, Eclair) rappresentano quasi il 12% del parco Android installato, un problema questo per chi propone applicazioni di un certo livello che non puó rendere disponibile per questo tipo di device.

Il mondo degli sviluppatori in ambiente Android chiede una soluzione a questa frammentazione, soluzione che per stessa natura open dell’os é poco praticabile e che riporta in ballo la questione su quale visione sia la migliore per gli sviluppatori, modello aperto di Google o chiuso di Apple?
Probabilmente tra i due litiganti sará qualche terzo modello a trarre giovamento.

Fonte:  trackback.it

BlackBerry Mobile Fusion, soluzione di gestione aperta anche a Android e iOS

novembre 30, 2011

RIM annuncia il lancio di BlackBerry Mobile Fusion, soluzione di nuova generazione che sancisce l’ingresso dell’azienda nel mercato del Mobile Device Management (MDM) multipiattaforma.


BlackBerry Mobile Fusion è il nome della nuova soluzione con cui RIM fa il suo ingresso nel mercato del Mobile Device Management (MDM) multipiattaforma. Pensato per una clientela sostanzialmente business, il servizio si ripromette di gestire smartphone e tablet basati su sistemi operativi BlackBerry, ovviamente, ma allargandosi anche a Google Android e Apple iOS.

Siamo felici di annunciare BlackBerry Mobile Fusion – la soluzione RIM di nuova generazione per l’enterprise mobility – che rende oggi più semplice per i nostri clienti nel settore business e governativo la gestione della diversità dei dispositivi,” ha dichiarato Alan Panezic, Vice President, Enterprise Product Management and Marketing di Research In Motion. “BlackBerry Mobile Fusion mette insieme la nostra tecnologia, già leader di mercato, BlackBerry Enterprise Server per i dispositive BlackBerry con le funzionalità di gestione dei device per i dispositivi iOS e Android, tutti gesti da un’unica console web-based. La nuova soluzione fornisce ai dipartimenti IT le giuste funzionalità di gestione per visionare in maniera sicura l’utilizzo sia dei dispositivi aziendali che personali all’interno delle proprie aziende.

Dati alla mano, RIM attualmente detiene il 90% delle soluzioni di enterprise mobility delle aziende nella lista di Fortune 500, un biglietto da visita importante che l’azienda intende mostrare come prova di stima della propria clientela. Il mercato enterprise, riferendosi a smartphone e tablet, continua a crescere sia nel settore dei device forniti dalle aziende, sia in quello dove le aziende permettono ai dipendenti di utilizzare il proprio dispositivo (Bring Your Own Device or BYOD).

Proprio in quest’ultimo settore si è notata una crescita nella varietà dei dispositivi mobile in uso presso le aziende e nuove sfide si aprono per i CIO e i dipartimenti IT che si trovano costretti a gestire e controllare l’accesso in modalità wireless ad informazioni confidenziali all’interno delle reti aziendali. Ciò ha comportato una crescita nella domanda di soluzioni per la gestione di dispositivi mobili.

BlackBerry Mobile Fusion mette insieme le funzionalità della soluzione BlackBerry Enterprise Server (versione 5.0.3), nuove funzionalità di gestione per i tablet BlackBerry PlayBook, oltre alla gestione dei dispositivi per gli smartphone e i tablet dotati di sistema operativo Android e iOS. Di seguito un elenco delle principali funzionalità, ripresi dal comunicato stampa:

  •  Gestione degli asset
  •  Gestione della configurazione
  •  Definizione e gestione delle policy e della sicurezza
  •  Messa in sicurezza e protezione dei dispositivi persi o rubati (blocco da remoto, cancellazione)
  •  Amministrazione dei dispositivi su singolo utente o gruppi
  •  Possibilità di gestire più dispositivi per utente
  •  Gestione delle applicazioni e del software
  •  Gestione della connettività (Wi-Fi®, VPN, certificate)
  •  Console centralizzata
  •  Alto livello di scalabilità

Gli smartphone BlackBerry continueranno a beneficiare dei diversi vantaggi della soluzione end-to-end BlackBerry inclusi lo stesso livello di gestione IT, sicurezza e controllo disponibile su BlackBerry Enterprise Server 5.0.3, che è parte di BlackBerry Mobile Fusion. Fra le funzionalità avanzate citiamo la tecnologia BlackBerry® Balance che permette l’utilizzo di un unico dispositivo sia per uso lavorativo che personale senza compromettere le esigenze di sicurezza aziendale e la gestione e il controllo delle informazioni confidenziali.

Le policy IT configurabili sono oltre  oltre 500, mentre l’installazione e gestione delle applicazioni avviene over-the-air. BlackBerry Mobile Fusion introdurrà una nuova funzionalità self-service per i dipendenti per mettere al sicuro gli smartphone BlackBerry e il tablet BlackBerry PlayBook persi o rubati.

BlackBerry Mobile Fusion è al momento in una fase iniziale di beta testing presso alcuni clienti enterprise; finito il test, verosimilmente verso gennaio, si passerà alla disponibilità generale vera e propria,  attesa per il mese di marzo.

Fonte:  businessmagazine.it

Microsoft snobba Google DART, il futuro è a tinte JavaScript

novembre 25, 2011

Gli esperti di programmazione Microsoft sono categorici. Lo sviluppo del Web passa per un’evoluzione di JavaScript, non per la creazione di un nuovo linguaggio. E così Google DART rischia di diventare un altro esperimento fallito. L’idea però è buona, e ci vorrà ancora del tempo prima di vedere un vincitore.

Microsoft non vuole Google DART, e preferisce restare fedele a JavaScript. Il nuovo linguaggio di programmazione per il Web proposto dall’azienda di Mountain View presenta diversi vantaggi teorici, ma per Microsoft JavaScript resta il cavallo su cui puntare.

Eppure Google ha creato Dart proprio per andare a colmare le lacune di JavaScript; sarebbe inadatto a creare pagine Web ricche di contenuti dinamici e multimediali, che saranno sempre più numerose mano a mano che si diffonde la programmazione in HTML5.

Google DART

Entrambe le aziende hanno delle ragioni valide, ma alla fine la spunterà chi riuscirà a raccogliere il maggior consenso. E perdere l’appoggio della software house più importante del mondo potrebbe rappresentare per Google un colpo fatale.

Il fatto è che Microsoft ha già dei progetti per rinfrescare JavaScript, e renderlo adatto al Web di oggi e di domani. L’azienda ha pubblicato dei prototipi che tutti possono scaricare e provare – ma non provateci se non siete esperti di programmazione web.

D’altra parte JavaScript ha tutti i vantaggi di una tecnologia consolidata e diffusa. È già presente in tutti i siti web del mondo, ha una lunga storia di sviluppo, moltissimi sviluppatori che lo padroneggiano e un’infinità di librerie “pronte all’uso” e relativamente facili da recuperare. La sua diffusione è così ampia che nello sviluppo di un browser le prestazioni JavaScript sono una priorità assoluta.

JavaScript

Per quanto riguarda DART, il nuovo linguaggio può contare sull’ovvio sostegno di Google e su quello di pochi altri, tra cui spicca il nome di Zynga, forse il più famoso sviluppatore di casual games al mondo. “Di DART attendevo con entusiasmo gli Static Types. Se fossero presenti in JavaScript le prestazioni potrebbero migliorare davvero”, spiega Paul Bakaus di Zynga. “Una volta che hai risolto quello, non c’è molta differenza rispetto a linguaggi come il C e il C++”.

Abbiamo chiesto l’opinione di un esperto – che cura il nostro sito. “In parole povere: Dart si promette di innovare la programmazione lato client per il web. Ormai c’è la tendenza a rendere tutto un’app, non solo più nel mobile (tant’è che i browser stessi hanno ormai i propri market place e voi di toms avete le vostre app sul chrome store…)”, ci ha spiegato Gabriele Mittica di MxDesign (qui il suo blog).

“JavaScript è sempre stato verboso e difficile da mantenere su diversi browser, costringendo lo sviluppatore e scrivere tanto e male” aggiunge Gabriele. Almeno fino al 2005/2006, quando “nascono i framework javascript, i più famosi JQuery, Mootools (italiano e usato proprio su toms), Prototype (ormai obsoleto)… e a seguire Sencha ExtJs e via dicendo che in sostanza si propongono di pacchettizzare una serie di funzioni garantendo la compatibilità su una larga schiera di browser.”

Scontro fra titani

Da qui in poi “si inizia davvero a programmare in JavaScript“, racconta Gabriele. E oggi conoscere Javascript permette anche di programmare per smartphone e tablet con relativa semplicità.

“Ora arriva Dart, che può proporre funzioni e metodi nuovi secondo gli standard del nuovo millennio. Dart unisce logiche e tecniche proprie di Java, Javascript e C. È moderno, offre nuove funzionalità, è più un linguaggio di programmazione vero rispetto a js. Di contro,: js è terribilmente semplice e accessibile, proprio grazie ai framework, è compatto, facilmente integrabile e distribuibile”.

“Bella l’idea, ma non ne sentivo la necessità. Microsoft l’ha criticata e secondo me hanno anche ragione. Tuttavia dovrebbe pensare a far decollare sti maledetti HTML5 e CSS3. Diciamo che da sviluppatore se mi viene chiesto che cosa voglio nel modo dello sviluppo lato client (html, js, css, frontend…) dico: garantite la compatibilità con HTML5 e CSS3, il resto è noia!”, conclude Gabriele.

Ecco il cuore della questione. Per il web c’è bisogno di un linguaggio che offra la potenza, versatilità, compatibilità e interoperabilità. Microsoft vuole che sia JavaScript ad evolversi, mentre Google punta su un rinnovamento più profondo. Chi la spunterà?

Fonte:   tomshw.it

Strategator lancia la versione mobile del sito web

novembre 18, 2011

Strategator.com un servizio professionale che fornisce soluzioni competitive intelligence, ha appena lanciato una versione mobile del sito web.
Strategator porta una nuova dimensione di ricerca società in tempo reale, ampliando i propri servizi a tutti i dispositivi mobili connessi a Internet. I professionisti hanno ora accesso agli aggiornamenti di business in tempo reale, essendo fuori sede o in movimento. Avere un accesso immediato a tutti questi dati in tasca, a volte potrebbe mantenere il vostro business più avanti rispetto alla concorrenza.
Gli aspetti principali affrontati agli ultimi aggiornamenti sono:

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  • Mobilità – accesso all’account dappertutto, utilizzando qualsiasi dispositivo mobile connesso a Internet. Gestire e interpretare dati aziendali completi.
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La ricerca di aggiornamento in tempo reale dei vostri concorrenti provenienti da fonti diversi è un processo che richiede tempo. Strategator.com ha unificato e integrato questi dati nel vostro dispositivo mobile, per facilitare il processo di reagire alle azioni dei vostri concorrenti e anticipare le loro azioni future.

Strategator:
Strategator.com è un portale di business intelligence che fornisce alle aziende in tempo reale informazioni aggregate sulle aziende, permettendo loro di monitorare le loro e-reputation, per effettuare ricerche di mercato e per monitorare l’attività dei concorrenti.

Fonte:   strategator.com