Archive for novembre 2011

BlackBerry Mobile Fusion, soluzione di gestione aperta anche a Android e iOS

novembre 30, 2011

RIM annuncia il lancio di BlackBerry Mobile Fusion, soluzione di nuova generazione che sancisce l’ingresso dell’azienda nel mercato del Mobile Device Management (MDM) multipiattaforma.


BlackBerry Mobile Fusion è il nome della nuova soluzione con cui RIM fa il suo ingresso nel mercato del Mobile Device Management (MDM) multipiattaforma. Pensato per una clientela sostanzialmente business, il servizio si ripromette di gestire smartphone e tablet basati su sistemi operativi BlackBerry, ovviamente, ma allargandosi anche a Google Android e Apple iOS.

Siamo felici di annunciare BlackBerry Mobile Fusion – la soluzione RIM di nuova generazione per l’enterprise mobility – che rende oggi più semplice per i nostri clienti nel settore business e governativo la gestione della diversità dei dispositivi,” ha dichiarato Alan Panezic, Vice President, Enterprise Product Management and Marketing di Research In Motion. “BlackBerry Mobile Fusion mette insieme la nostra tecnologia, già leader di mercato, BlackBerry Enterprise Server per i dispositive BlackBerry con le funzionalità di gestione dei device per i dispositivi iOS e Android, tutti gesti da un’unica console web-based. La nuova soluzione fornisce ai dipartimenti IT le giuste funzionalità di gestione per visionare in maniera sicura l’utilizzo sia dei dispositivi aziendali che personali all’interno delle proprie aziende.

Dati alla mano, RIM attualmente detiene il 90% delle soluzioni di enterprise mobility delle aziende nella lista di Fortune 500, un biglietto da visita importante che l’azienda intende mostrare come prova di stima della propria clientela. Il mercato enterprise, riferendosi a smartphone e tablet, continua a crescere sia nel settore dei device forniti dalle aziende, sia in quello dove le aziende permettono ai dipendenti di utilizzare il proprio dispositivo (Bring Your Own Device or BYOD).

Proprio in quest’ultimo settore si è notata una crescita nella varietà dei dispositivi mobile in uso presso le aziende e nuove sfide si aprono per i CIO e i dipartimenti IT che si trovano costretti a gestire e controllare l’accesso in modalità wireless ad informazioni confidenziali all’interno delle reti aziendali. Ciò ha comportato una crescita nella domanda di soluzioni per la gestione di dispositivi mobili.

BlackBerry Mobile Fusion mette insieme le funzionalità della soluzione BlackBerry Enterprise Server (versione 5.0.3), nuove funzionalità di gestione per i tablet BlackBerry PlayBook, oltre alla gestione dei dispositivi per gli smartphone e i tablet dotati di sistema operativo Android e iOS. Di seguito un elenco delle principali funzionalità, ripresi dal comunicato stampa:

  •  Gestione degli asset
  •  Gestione della configurazione
  •  Definizione e gestione delle policy e della sicurezza
  •  Messa in sicurezza e protezione dei dispositivi persi o rubati (blocco da remoto, cancellazione)
  •  Amministrazione dei dispositivi su singolo utente o gruppi
  •  Possibilità di gestire più dispositivi per utente
  •  Gestione delle applicazioni e del software
  •  Gestione della connettività (Wi-Fi®, VPN, certificate)
  •  Console centralizzata
  •  Alto livello di scalabilità

Gli smartphone BlackBerry continueranno a beneficiare dei diversi vantaggi della soluzione end-to-end BlackBerry inclusi lo stesso livello di gestione IT, sicurezza e controllo disponibile su BlackBerry Enterprise Server 5.0.3, che è parte di BlackBerry Mobile Fusion. Fra le funzionalità avanzate citiamo la tecnologia BlackBerry® Balance che permette l’utilizzo di un unico dispositivo sia per uso lavorativo che personale senza compromettere le esigenze di sicurezza aziendale e la gestione e il controllo delle informazioni confidenziali.

Le policy IT configurabili sono oltre  oltre 500, mentre l’installazione e gestione delle applicazioni avviene over-the-air. BlackBerry Mobile Fusion introdurrà una nuova funzionalità self-service per i dipendenti per mettere al sicuro gli smartphone BlackBerry e il tablet BlackBerry PlayBook persi o rubati.

BlackBerry Mobile Fusion è al momento in una fase iniziale di beta testing presso alcuni clienti enterprise; finito il test, verosimilmente verso gennaio, si passerà alla disponibilità generale vera e propria,  attesa per il mese di marzo.

Fonte:  businessmagazine.it

Microsoft snobba Google DART, il futuro è a tinte JavaScript

novembre 25, 2011

Gli esperti di programmazione Microsoft sono categorici. Lo sviluppo del Web passa per un’evoluzione di JavaScript, non per la creazione di un nuovo linguaggio. E così Google DART rischia di diventare un altro esperimento fallito. L’idea però è buona, e ci vorrà ancora del tempo prima di vedere un vincitore.

Microsoft non vuole Google DART, e preferisce restare fedele a JavaScript. Il nuovo linguaggio di programmazione per il Web proposto dall’azienda di Mountain View presenta diversi vantaggi teorici, ma per Microsoft JavaScript resta il cavallo su cui puntare.

Eppure Google ha creato Dart proprio per andare a colmare le lacune di JavaScript; sarebbe inadatto a creare pagine Web ricche di contenuti dinamici e multimediali, che saranno sempre più numerose mano a mano che si diffonde la programmazione in HTML5.

Google DART

Entrambe le aziende hanno delle ragioni valide, ma alla fine la spunterà chi riuscirà a raccogliere il maggior consenso. E perdere l’appoggio della software house più importante del mondo potrebbe rappresentare per Google un colpo fatale.

Il fatto è che Microsoft ha già dei progetti per rinfrescare JavaScript, e renderlo adatto al Web di oggi e di domani. L’azienda ha pubblicato dei prototipi che tutti possono scaricare e provare – ma non provateci se non siete esperti di programmazione web.

D’altra parte JavaScript ha tutti i vantaggi di una tecnologia consolidata e diffusa. È già presente in tutti i siti web del mondo, ha una lunga storia di sviluppo, moltissimi sviluppatori che lo padroneggiano e un’infinità di librerie “pronte all’uso” e relativamente facili da recuperare. La sua diffusione è così ampia che nello sviluppo di un browser le prestazioni JavaScript sono una priorità assoluta.

JavaScript

Per quanto riguarda DART, il nuovo linguaggio può contare sull’ovvio sostegno di Google e su quello di pochi altri, tra cui spicca il nome di Zynga, forse il più famoso sviluppatore di casual games al mondo. “Di DART attendevo con entusiasmo gli Static Types. Se fossero presenti in JavaScript le prestazioni potrebbero migliorare davvero”, spiega Paul Bakaus di Zynga. “Una volta che hai risolto quello, non c’è molta differenza rispetto a linguaggi come il C e il C++”.

Abbiamo chiesto l’opinione di un esperto – che cura il nostro sito. “In parole povere: Dart si promette di innovare la programmazione lato client per il web. Ormai c’è la tendenza a rendere tutto un’app, non solo più nel mobile (tant’è che i browser stessi hanno ormai i propri market place e voi di toms avete le vostre app sul chrome store…)”, ci ha spiegato Gabriele Mittica di MxDesign (qui il suo blog).

“JavaScript è sempre stato verboso e difficile da mantenere su diversi browser, costringendo lo sviluppatore e scrivere tanto e male” aggiunge Gabriele. Almeno fino al 2005/2006, quando “nascono i framework javascript, i più famosi JQuery, Mootools (italiano e usato proprio su toms), Prototype (ormai obsoleto)… e a seguire Sencha ExtJs e via dicendo che in sostanza si propongono di pacchettizzare una serie di funzioni garantendo la compatibilità su una larga schiera di browser.”

Scontro fra titani

Da qui in poi “si inizia davvero a programmare in JavaScript“, racconta Gabriele. E oggi conoscere Javascript permette anche di programmare per smartphone e tablet con relativa semplicità.

“Ora arriva Dart, che può proporre funzioni e metodi nuovi secondo gli standard del nuovo millennio. Dart unisce logiche e tecniche proprie di Java, Javascript e C. È moderno, offre nuove funzionalità, è più un linguaggio di programmazione vero rispetto a js. Di contro,: js è terribilmente semplice e accessibile, proprio grazie ai framework, è compatto, facilmente integrabile e distribuibile”.

“Bella l’idea, ma non ne sentivo la necessità. Microsoft l’ha criticata e secondo me hanno anche ragione. Tuttavia dovrebbe pensare a far decollare sti maledetti HTML5 e CSS3. Diciamo che da sviluppatore se mi viene chiesto che cosa voglio nel modo dello sviluppo lato client (html, js, css, frontend…) dico: garantite la compatibilità con HTML5 e CSS3, il resto è noia!”, conclude Gabriele.

Ecco il cuore della questione. Per il web c’è bisogno di un linguaggio che offra la potenza, versatilità, compatibilità e interoperabilità. Microsoft vuole che sia JavaScript ad evolversi, mentre Google punta su un rinnovamento più profondo. Chi la spunterà?

Fonte:   tomshw.it

Virus su smartphone: +472% per il malware su Android

novembre 22, 2011

2012 anno del malware mobile. È questa la poco felice, e molto prevedibile, previsione che deriva dalle ultime analisi. In particolare la ricerca del Juniper Global Threat Center sostiene che il malware veicolato tramite applicazioni su piattaforma Android è cresciuto del 472% rispetto a luglio di quest’anno.

Secondo le dichiarazioni raccolte da PcWorld, per esempio, il numero di applicazioni pericolose è dell’ordine delle decine di migliaia e circa il 5/6% dei terminali mobili che sono stati monitorati da Juniper sono risultati infetti.

Generalmente il malware, che può avere le finalità più disparate, dal puro danno al furto dei dati, si nasconde dietro un’applicazione apparentemente innocua, magari gratis, scaricabile dall’Android Market ma non solo. Gli ultimi esempi riguardano il minibrowser Opera e il media player PowerAMP.

Se le applicazioni inserite nell’Android Market sono, o almeno dovrebbero essere, garantite dal punto di vista della sicurezza, lo stesso non può dirsi per quelle disponibili su siti di download di applicazioni mobile, purtroppo facilmente raggiungibili da Google.

Il rischio c’è comunque in entrambi i casi. Non possiamo giurare sulle applicazioni che passano i test per entrare all’interno dell’Android Market perché è facile ad aggirare i controlli standard. Quelle, invece, disponibili per il download sugli altri siti si raggiungono velocemente da una semplice ricerca su Google e nessuno va a verificare attendibilità di siti e download.

I tipi di malware più diffusi, sempre secondo la ricerca di Juniper, sono gli Sms trojan che installano applicazioni che inviano automaticamente messaggi di testo a numeri specifici detraendo 2 o 3 dollari a messaggio dal credito del malcapitato. Poi ci sono gli spyware capaci di leggere la posta e catturare informazioni personali come, per esempio, i numeri in rubrica.

Al danno si aggiunge anche la beffa delle applicazioni gratuite che promettono la pulizia dello smartphone da eventuale malware mentre fanno esattamente il contrario. Se Android sembra essere la piattaforma più a rischio pare che gli aficionados dell’iPhone non possano sentirsi al sicuro.

Poco tempo fa, infatti, Instastock, un’applicazione “civetta” costruita apposta da uno specialista in sicurezza, ha passato tutti i test ed è stata messa regolarmente in vendita sull’Apple Store.

Purtroppo è difficile immaginare soluzioni a un fenomeno che, giustamente, cavalca l’enorme diffusione di smartphone, tablet e applicazioni. Come nel caso dei Pc è determinante la scaltrezza dell’utente. È importante, poi, non scaricare applicazioni inutili e da siti che non siano i marketplace ufficiali. Ancora, leggere le recensioni sulle applicazioni e accertarsi della serietà della software house che le ha realizzate.

Fonte:  lastampa.it

I migliori navigatori per smartphone Android

novembre 21, 2011

Uno dei pochissimi nei degli smartphone Android è sicuramente la mancanza di un sistema di navigazione di qualità superiore che non richieda la connessione ad internet. Il sistema di navigazione di Google e le numerosissime applicazioni applicazioni disponibili sull’Android Market, hanno (a parte qualche eccezione che però evidenzia altri limiti) infatti la necessità  di scaricare le mappe direttamente dalla rete con un’inevitabile aumento dei costi.

In questo post cerchiamo di dare una panoramica sulle molteplici soluzioni di navigazione disponibili per sistemi Android cercando di evidenziarne pregi e difetti, in attesa che trovino riscontro le voci degli ultimi giorni secondo cui Google fornirà una versione che supporta la navigazione offline e che TomTom rilasci una versione del loro navigatore specifica per Android (prevista entro l’autunno) molto simile a quella per iOS.

Partiamo quindi dall’applicazione ufficiale di Android, Google Maps Navigator, che offre un sistema di navigazione guidato sfruttando le mappe e le informazioni di Google Maps. La possibilità di reperire rapidamente informazioni su punti di interesse e lo strumento Street View ne fanno certo un’applicazione completa con l’unico difetto della necessità della connessione dati.

Wave, completamente free, è di fatto un social navigator poichè sfrutta la collaborazione passiva degli utenti per la generazione delle mappe, inoltre è disponibile per diverse piattaforme smartphone.

Un altro navigatore molto interessante e (incredibilmente) gratuito e Nav4All, caratterizzato da un interfaccia molto spartana dispone tuttavia di un sistema Navteq, tra i migliori al mondo per quanto riguarda i sistemi informativi geografici tanto da poter essere considerato un navigatore professionale.

Infine segnaliamo anche AndNav2 (altro social), Ndrive (disponibilità di navigazione offline), Navigon e   WisePilot (questi ultimi due a pagamento).

Per chi invece desidera avere una soluzione di navigazione offline la soluzione potrebbe essere un navigatore offline come Copilot Live che permette di scaricare le mappe, segnala autovelox e luoghi di interesse e include comandi vocali. Un navigatore vero e proprio disponibile sul Market Android al costo di 25 euro circa.

Un’altra possibile situazione offline è quella di scaricare applicazioni come Locus (e molti altri) che permettono di scaricare le mappe di Google Maps ed utilizzarle in seguito come stradario online, perdendo ovviamente le funzioni di navigazione.

Aspettando la versione offline di Google Maps Navigator, le soluzioni per la navigazione sono comunque molteplici…e voi quale navigatore preferite?

Fonte:  smartphonia.net

Strategator lancia la versione mobile del sito web

novembre 18, 2011

Strategator.com un servizio professionale che fornisce soluzioni competitive intelligence, ha appena lanciato una versione mobile del sito web.
Strategator porta una nuova dimensione di ricerca società in tempo reale, ampliando i propri servizi a tutti i dispositivi mobili connessi a Internet. I professionisti hanno ora accesso agli aggiornamenti di business in tempo reale, essendo fuori sede o in movimento. Avere un accesso immediato a tutti questi dati in tasca, a volte potrebbe mantenere il vostro business più avanti rispetto alla concorrenza.
Gli aspetti principali affrontati agli ultimi aggiornamenti sono:

  • Competitive intelligence – conversione dati aziendali (informazioni finanziarie, informazioni legali, notizie, social informazioni multimediali, e-reputation, ecc) in un processo decisionale di strategia efficiente. Manipolazione dei dati raccolti per migliorare la vostra competitività.
  • Mobilità – accesso all’account dappertutto, utilizzando qualsiasi dispositivo mobile connesso a Internet. Gestire e interpretare dati aziendali completi.
  • Linkedin widget – accesso alla rete più professionale da Strategator.com, visualizzare gli aggiornamenti delle connessioni, aziende e posti di lavoro recenti.

La ricerca di aggiornamento in tempo reale dei vostri concorrenti provenienti da fonti diversi è un processo che richiede tempo. Strategator.com ha unificato e integrato questi dati nel vostro dispositivo mobile, per facilitare il processo di reagire alle azioni dei vostri concorrenti e anticipare le loro azioni future.

Strategator:
Strategator.com è un portale di business intelligence che fornisce alle aziende in tempo reale informazioni aggregate sulle aziende, permettendo loro di monitorare le loro e-reputation, per effettuare ricerche di mercato e per monitorare l’attività dei concorrenti.

Fonte:   strategator.com

Consigli per aumentare le visite sul proprio canale YouTube (guida per aspiranti youtubers)

novembre 3, 2011

I tantissimi aspiranti YouTubers si chiedono spesso cosa ci voglia per avere successo sulla piattaforma di video-sharing e quali siano i segreti per aumentare il numero di visite al proprio canale. La cosa principale per essere dei bravi YouTubers è avere personalità e essere unici nel proprio genere, oltre a questo però bisogna occuparsi di tanti piccoli dettagli che possono davvero fare la differenza.

  1. La cosa più importante per avere molte visite su YouTube è essere partner, oltre a poter sfruttare gli annunci pubblicitari per guadagnare potrete infatti anche caricare ideo più lunghi di 10 minuti e avere un maggior livello di personalizzazione del canale e della sua grafica.
  2. Il primo passo per tutti gli aspiranti youtubers è munirsi di una videocamera di buon livello (non serve che costi miliardi, al giorno d’oggi anche le fotocamere di fascia media sono ottime), evitate quindi di usare la webcam del computer e munitevi anche di microfono esterno. La qualità audio video è infatti un buon modo per far si che gli utenti ritornino nel vostro canale e che vedano i vostri video fino alla fine.
  3. La costanza è molto importante, una volta aperto il vostri canale continuate a postare video. Non scoraggiatevi se le visite all’inizio sono poche, ci vuole molta pazienza anche per  più bravi.
  4. Se mostrate sicurezza nei vostri video, le persone vi prenderanno sul serio e sarete più professionali. “Self Confidence” è la parola d’ordine.
  5. Rispondere ai commenti è un buon modo per aumentare le visite, ignorate i commenti negativi. Più successo avrete più commenti negativi appariranno, non prendetela sul personale. Bloccate gli utenti con commenti particolarmente offensivi e passate oltre.
  6. Preparatevi un discorso, sapere quello che volete dire vi farà evitare pause e momenti poco professionali. Se proprio non volete prepararvi un intero discorso fatevi almeno una scaletta.
  7. Linkate i vostri video precedenti in modo da mantenere gli utenti all’interno del vostro canale il più a lungo possibile.
  8. Stimolate le discussioni costruttive all’interno dei vostri commenti, rispondete agli utenti che fanno commenti intelligenti e mantenete viv la conversazione (quando questa è produttiva).
  9. Scegliete un campo nel quale siete esperti o che vi appassiona particolarmente. Se non sapete niente dell’argomento di cui parlate o non vi piace i visualizzatori se ne accorgeranno e lasceranno delle critiche negative penalizzando il vostro canale a livello di posizionamento.
  10. Iniziate con video corti, 3-4 minuti al massimo. Successivamente potrete iniziare ad allungarli.
  11. Puntate sulla qualità e non sulla quantità. Caricare 10 video al giorno non serve a niente, postate piuttosto con regolarità e concentrate gli sforzi sull’editing video per fare dei video di qualità migliore.
  12. Fatevi trovare: per avere più visite e visualizzazioni fare girare i vostri video. Per fare questo sfruttate i social network e magari aprite anche un blog nel quale postare i vostri video. Nessuno guarderà i vostri video se non sono facilmente reperibili. Per farli trovare più facilmente tramite il motore di ricerca di YouTube fate molta attenzione alla descrizione e ai tag (non usatene mai più di 7), inseritevi le parole chiave più importanti e siate esaurienti.
  13. Fate attenzione al linguaggio, non usate slang o parolacce. Se non siete seri nessuno vi prenderà sul serio.
  14. Guardate quali sono i video più visti e prendete ispirazione. Prendete quindi nota di quelli che sono i “trend” del momento.
  15. Usate un’immagine thumbnail che sia rappresentativa del video, non lasciate nell’immagine semplicemente la vostra faccia mentre parlate.
  16. Scegliete un buon angolo di ripresa.
  17. Commentate negli altri canali ma non spammate, non chiedete agli altri di iscriversi (iscritto ricambi?). Si tratta semplicemente di fare commenti costruttivi per farvi conoscere e non essere taggati come spammers.

Fonte:  italianbloggers.it