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marzo 6, 2012Per Google Firefox è un partner (e lo paga il triplo)
dicembre 28, 2011Del fatto che Google e Firefox abbiano una affinità ormai è evidente, se in passato l’apporto economico di Mountain View è stato decisivo per la sopravvivenza del browser con la volpe pare strano che, dal momento che il browser di famiglia (Chrome n.d.r.) ha ormai terminato la fase di svezzamento e ha addirittura superato lo stesso Firefox in termini di preferenze, la società abbia rinnovato il contratto triennale con Mozilla alzando di molto il capitale in gioco.
Si parla in rete di una cifra triplicata che passerà dalle casse di Google a quelle di Mozilla per un importo intorno ai 300 Milioni di dollari annui per tre anni, un cifra che ha una spiegazione che fornisce la stessa Google. Il colosso delle ricerche prospera se il web prospera, lo strumento con cui si accede al web paradossalmente risulta secondario, se poi un browser ha come motore di ricerca predefinito quello di Mountain View tanto meglio.
In realtà la cifra che Google elargirà a Firefox è anche una azione di attacco-difesa nei confronti di Microsoft e Yahoo, che avevano tentato di strappare la partnership tra Google e Mozilla, il motivo del rilancio voluto da Mountain View sta anche nel tentavio di arginare il più possibile Bing e Yahoo, concorrenti diretti nelle ricerche web che avrebbero tratto estremo giovamento dall’essere il motore preimpostato di Firefox. Che il web prosperi dunque, ma non grazie ad altri browser che non siano Chrome o Firefox stesso.
Bisogna considerare poi che le estensioni di Chrome non sono scritte in un linguaggio diverso da quelle per Firefox, altro fatto che fa in parte stare in piedi l’accordo Google Firefox sempre in ottica “sviluppo del web” che tanto bene fa alle casse di Mountain View, e di conseguenza di Firefox. Per tre anni, a meno di scrolloni impensabili oggi, la situazione rimarrà questa, fatto che porterà nelle casse di Mozilla quasi un miliardo di dollari, con buona pace di chi volva vedere finito il browser della volpe di fuoco
Fonte: trackback.it
Android, le migliori applicazioni gratis
dicembre 16, 2011Con il numero sempre maggiore di dispositivi Android attivati ogni giorno è cresciuto a ritmi vertiginosi anche il numero di applicazioni e giochi presente sul Market di Google dove si contano ormai più di 200000 applicazioni
e il sorpasso all’AppStore appare solo questione di tempo.
In questo articolo abbiamo raccolto e selezionato una serie di applicazioni Android gratis che la nostra redazione ha ritenuto indispensabili. Abbiamo escluso dalla selezione le App più gettonate, famose e super recensite come Facebook, Skype e tutte quelle targate Google.
Se la nostra lista vi incuriosisce vi basterà ovviamente andare sul Market e digitare il nome dell’App per poterla scaricare e installare.
Utility
Taskiller: indispensabile per gestire al meglio la memoria, permette di terminare le applicazioni inutilizzate oltre che a disinstallarle.
ConnectBot: consente di collegarsi da remoto al proprio server via ssh, molto utile per effettuare piccole operazioni quando non si dispone del pc.
PhoneUsage: con il dilagare delle connessioni a consumo, questa applicazione permette di monitorare in ogni momento il proprio traffico dati residuo.
Emulatori e giochi
Angry Birds: il gioco divenuto un classico è disponibile, in molte varianti, anche per i dispositivi Android.
SNES9X EX: emulatore della SNESS 16 bit Nintendo, permette di collegarsi via Bluetooth al controller della Wii.
Strumenti
OI File Manager: uno dei migliori File Manager per Android, permette di visualizzare al meglio i contenuti del vostro dispositivo.
File Expert: un altro ottimo File Manager per Android, permette anche di gestire le applicazioni presenti sullo smartphone.
LauncherPro: App di personalizzazione Desktop, potete scegliere il numero di Desktop paralleli e organizzare al meglio i lanciatori.
Produttività e Finanza
Note Everything: Ottima App per gestire le proprie note non solo in formato testo ma anche note audio e sotto forma di semplici immagini realizzabili dall’utente.
Money Wise: utilissima App per gestire al meglio le proprie finanze, permette di annotare spese, entrate, fissare budget e creare semplici grafici di visualizzazione.
Fonte: smartphonia.net
P2P e download pirata? Tutto legale in Svizzera
dicembre 9, 2011Il P2P e il download illegale sono combattuti in tutto il mondo e tramite sanzioni, filtri e censure nei motori di ricerca si cerca di porre un limite al fenomeno della pirateria. Le cose sembrano proprio andare al contrario in Svizzera, dove il P2P è considerato legale. Il paese elvetico potrebbe diventare il paradiso del download, al contrario del resto d’Europa (Italia compresa) che sembra voler proteggere a tutti i costi il diritto d’autore.

Il Consiglio Federale elvetico ha recentemente stabilito che scaricare musica e film o vedere video di qualsiasi tipo in streaming è tutto legale in quanto il fenomeno non sembra danneggiare il patrimonio culturale nazionale. Il fenomeno del download di contenuti coperti da diritto d’autore è molto diffuso in Svizzera e invece di tentare di combatterlo, si è deciso per questa presa di posizione chiara e inequivocabile. Ovviamente l’industria del copyright non ha accolto bene l’atteggiamento permissivo della Svizzera che ha deciso fermamente di “adeguarsi ai nuovi comportamenti dei consumatori”.
Il governo svizzero ha dichiarato inoltre di non voler perdere il treno dello sviluppo e di essere convinto che le nuove tecnologie vadano sfruttate e non ostacolate. Rimane però illegale condividere grandi quantità di file pirata, è legale però usare eMule o altri software P2P per scaricare pochi files e usare siti come Rapidshare, Megaupload e Megavideo. Viene messa quindi in chiaro la differenza tra chi scarica occasionalmente qualche film o canzone e chi invece sistematicamente condivide grandi quantità di materiale coperto da copyright.
Dopo la censura di alcuni siti tra i risultati di ricerca di Google e la decisione dell’Unione Europea di non imporre ai provider i filtri P2P, resta un po’ di confusione su quale sia la strada che si vuole intraprendere in questo ambito. Non sarebbe meglio prendere una decisione comune e definitiva facendo finalmente un po’ di chiarezza su cosa sia legale o meno?.
Fonte: trackback.it
Frammentazione di Google Android guidata dal 50% di Gingerbread
dicembre 5, 2011Frammentazione, questa é la parola che fa drizzare le orecchie agli sviluppatori del mondo Android e la situazione alla quale Google sta lentamente sistemando. Data la natura open source dell’OS di Google era decisamente probabile che si presentasse una situazione di questo tipo, le varie versioni poi hanno fatto il resto, la propensione a non aggiornare i modelli da parte degli utenti ha fatto il resto.
Il risultato di questa situazione sta tutta nel fatto che ad oggi sono ben 6 le versioni di Android che coesistono nel mercato (Cupcake, Donut, Eclair, Froyo, Gingerbread e Ice Cream Sandwich), una fotografia che riassume bene anche quelle che sono le difficoltá degli sviluppatori nel dover rendere le applicazioni compatibili.
La versione dominante con il 50,51% della base installato é Gingerbread (Android 2.3.X) che garantisce anche un buon livello di accesso alle API rispetto alla precedente versione (Froyo) che vanta il 35,3% dell’installato, e giá con queste due versioni si raggiunge oltre l’85% del parco installato.
Quello che desta piú preoccupazione è che le prime tre versioni di Android che di base offrono un accesso limitato alle API (Cupcake, Donut, Eclair) rappresentano quasi il 12% del parco Android installato, un problema questo per chi propone applicazioni di un certo livello che non puó rendere disponibile per questo tipo di device.
Il mondo degli sviluppatori in ambiente Android chiede una soluzione a questa frammentazione, soluzione che per stessa natura open dell’os é poco praticabile e che riporta in ballo la questione su quale visione sia la migliore per gli sviluppatori, modello aperto di Google o chiuso di Apple?
Probabilmente tra i due litiganti sará qualche terzo modello a trarre giovamento.
Fonte: trackback.it
BlackBerry Mobile Fusion, soluzione di gestione aperta anche a Android e iOS
novembre 30, 2011RIM annuncia il lancio di BlackBerry Mobile Fusion, soluzione di nuova generazione che sancisce l’ingresso dell’azienda nel mercato del Mobile Device Management (MDM) multipiattaforma.

BlackBerry Mobile Fusion è il nome della nuova soluzione con cui RIM fa il suo ingresso nel mercato del Mobile Device Management (MDM) multipiattaforma. Pensato per una clientela sostanzialmente business, il servizio si ripromette di gestire smartphone e tablet basati su sistemi operativi BlackBerry, ovviamente, ma allargandosi anche a Google Android e Apple iOS.
“Siamo felici di annunciare BlackBerry Mobile Fusion – la soluzione RIM di nuova generazione per l’enterprise mobility – che rende oggi più semplice per i nostri clienti nel settore business e governativo la gestione della diversità dei dispositivi,” ha dichiarato Alan Panezic, Vice President, Enterprise Product Management and Marketing di Research In Motion. “BlackBerry Mobile Fusion mette insieme la nostra tecnologia, già leader di mercato, BlackBerry Enterprise Server per i dispositive BlackBerry con le funzionalità di gestione dei device per i dispositivi iOS e Android, tutti gesti da un’unica console web-based. La nuova soluzione fornisce ai dipartimenti IT le giuste funzionalità di gestione per visionare in maniera sicura l’utilizzo sia dei dispositivi aziendali che personali all’interno delle proprie aziende.”
Dati alla mano, RIM attualmente detiene il 90% delle soluzioni di enterprise mobility delle aziende nella lista di Fortune 500, un biglietto da visita importante che l’azienda intende mostrare come prova di stima della propria clientela. Il mercato enterprise, riferendosi a smartphone e tablet, continua a crescere sia nel settore dei device forniti dalle aziende, sia in quello dove le aziende permettono ai dipendenti di utilizzare il proprio dispositivo (Bring Your Own Device or BYOD).
Proprio in quest’ultimo settore si è notata una crescita nella varietà dei dispositivi mobile in uso presso le aziende e nuove sfide si aprono per i CIO e i dipartimenti IT che si trovano costretti a gestire e controllare l’accesso in modalità wireless ad informazioni confidenziali all’interno delle reti aziendali. Ciò ha comportato una crescita nella domanda di soluzioni per la gestione di dispositivi mobili.
BlackBerry Mobile Fusion mette insieme le funzionalità della soluzione BlackBerry Enterprise Server (versione 5.0.3), nuove funzionalità di gestione per i tablet BlackBerry PlayBook, oltre alla gestione dei dispositivi per gli smartphone e i tablet dotati di sistema operativo Android e iOS. Di seguito un elenco delle principali funzionalità, ripresi dal comunicato stampa:
- Gestione degli asset
- Gestione della configurazione
- Definizione e gestione delle policy e della sicurezza
- Messa in sicurezza e protezione dei dispositivi persi o rubati (blocco da remoto, cancellazione)
- Amministrazione dei dispositivi su singolo utente o gruppi
- Possibilità di gestire più dispositivi per utente
- Gestione delle applicazioni e del software
- Gestione della connettività (Wi-Fi®, VPN, certificate)
- Console centralizzata
- Alto livello di scalabilità
Gli smartphone BlackBerry continueranno a beneficiare dei diversi vantaggi della soluzione end-to-end BlackBerry inclusi lo stesso livello di gestione IT, sicurezza e controllo disponibile su BlackBerry Enterprise Server 5.0.3, che è parte di BlackBerry Mobile Fusion. Fra le funzionalità avanzate citiamo la tecnologia BlackBerry® Balance che permette l’utilizzo di un unico dispositivo sia per uso lavorativo che personale senza compromettere le esigenze di sicurezza aziendale e la gestione e il controllo delle informazioni confidenziali.
Le policy IT configurabili sono oltre oltre 500, mentre l’installazione e gestione delle applicazioni avviene over-the-air. BlackBerry Mobile Fusion introdurrà una nuova funzionalità self-service per i dipendenti per mettere al sicuro gli smartphone BlackBerry e il tablet BlackBerry PlayBook persi o rubati.
BlackBerry Mobile Fusion è al momento in una fase iniziale di beta testing presso alcuni clienti enterprise; finito il test, verosimilmente verso gennaio, si passerà alla disponibilità generale vera e propria, attesa per il mese di marzo.
Fonte: businessmagazine.it
Microsoft snobba Google DART, il futuro è a tinte JavaScript
novembre 25, 2011Gli esperti di programmazione Microsoft sono categorici. Lo sviluppo del Web passa per un’evoluzione di JavaScript, non per la creazione di un nuovo linguaggio. E così Google DART rischia di diventare un altro esperimento fallito. L’idea però è buona, e ci vorrà ancora del tempo prima di vedere un vincitore.
Microsoft non vuole Google DART, e preferisce restare fedele a JavaScript. Il nuovo linguaggio di programmazione per il Web proposto dall’azienda di Mountain View presenta diversi vantaggi teorici, ma per Microsoft JavaScript resta il cavallo su cui puntare.
Eppure Google ha creato Dart proprio per andare a colmare le lacune di JavaScript; sarebbe inadatto a creare pagine Web ricche di contenuti dinamici e multimediali, che saranno sempre più numerose mano a mano che si diffonde la programmazione in HTML5.
Google DART
Entrambe le aziende hanno delle ragioni valide, ma alla fine la spunterà chi riuscirà a raccogliere il maggior consenso. E perdere l’appoggio della software house più importante del mondo potrebbe rappresentare per Google un colpo fatale.
Il fatto è che Microsoft ha già dei progetti per rinfrescare JavaScript, e renderlo adatto al Web di oggi e di domani. L’azienda ha pubblicato dei prototipi che tutti possono scaricare e provare – ma non provateci se non siete esperti di programmazione web.
D’altra parte JavaScript ha tutti i vantaggi di una tecnologia consolidata e diffusa. È già presente in tutti i siti web del mondo, ha una lunga storia di sviluppo, moltissimi sviluppatori che lo padroneggiano e un’infinità di librerie “pronte all’uso” e relativamente facili da recuperare. La sua diffusione è così ampia che nello sviluppo di un browser le prestazioni JavaScript sono una priorità assoluta.
JavaScript
Per quanto riguarda DART, il nuovo linguaggio può contare sull’ovvio sostegno di Google e su quello di pochi altri, tra cui spicca il nome di Zynga, forse il più famoso sviluppatore di casual games al mondo. “Di DART attendevo con entusiasmo gli Static Types. Se fossero presenti in JavaScript le prestazioni potrebbero migliorare davvero”, spiega Paul Bakaus di Zynga. “Una volta che hai risolto quello, non c’è molta differenza rispetto a linguaggi come il C e il C++”.
Abbiamo chiesto l’opinione di un esperto – che cura il nostro sito. “In parole povere: Dart si promette di innovare la programmazione lato client per il web. Ormai c’è la tendenza a rendere tutto un’app, non solo più nel mobile (tant’è che i browser stessi hanno ormai i propri market place e voi di toms avete le vostre app sul chrome store…)”, ci ha spiegato Gabriele Mittica di MxDesign (qui il suo blog).
“JavaScript è sempre stato verboso e difficile da mantenere su diversi browser, costringendo lo sviluppatore e scrivere tanto e male” aggiunge Gabriele. Almeno fino al 2005/2006, quando “nascono i framework javascript, i più famosi JQuery, Mootools (italiano e usato proprio su toms), Prototype (ormai obsoleto)… e a seguire Sencha ExtJs e via dicendo che in sostanza si propongono di pacchettizzare una serie di funzioni garantendo la compatibilità su una larga schiera di browser.”
Scontro fra titani
Da qui in poi “si inizia davvero a programmare in JavaScript“, racconta Gabriele. E oggi conoscere Javascript permette anche di programmare per smartphone e tablet con relativa semplicità.
“Ora arriva Dart, che può proporre funzioni e metodi nuovi secondo gli standard del nuovo millennio. Dart unisce logiche e tecniche proprie di Java, Javascript e C. È moderno, offre nuove funzionalità, è più un linguaggio di programmazione vero rispetto a js. Di contro,: js è terribilmente semplice e accessibile, proprio grazie ai framework, è compatto, facilmente integrabile e distribuibile”.
“Bella l’idea, ma non ne sentivo la necessità. Microsoft l’ha criticata e secondo me hanno anche ragione. Tuttavia dovrebbe pensare a far decollare sti maledetti HTML5 e CSS3. Diciamo che da sviluppatore se mi viene chiesto che cosa voglio nel modo dello sviluppo lato client (html, js, css, frontend…) dico: garantite la compatibilità con HTML5 e CSS3, il resto è noia!”, conclude Gabriele.
Ecco il cuore della questione. Per il web c’è bisogno di un linguaggio che offra la potenza, versatilità, compatibilità e interoperabilità. Microsoft vuole che sia JavaScript ad evolversi, mentre Google punta su un rinnovamento più profondo. Chi la spunterà?
Fonte: tomshw.it
Virus su smartphone: +472% per il malware su Android
novembre 22, 20112012 anno del malware mobile. È questa la poco felice, e molto prevedibile, previsione che deriva dalle ultime analisi. In particolare la ricerca del Juniper Global Threat Center sostiene che il malware veicolato tramite applicazioni su piattaforma Android è cresciuto del 472% rispetto a luglio di quest’anno.
Secondo le dichiarazioni raccolte da PcWorld, per esempio, il numero di applicazioni pericolose è dell’ordine delle decine di migliaia e circa il 5/6% dei terminali mobili che sono stati monitorati da Juniper sono risultati infetti.
Generalmente il malware, che può avere le finalità più disparate, dal puro danno al furto dei dati, si nasconde dietro un’applicazione apparentemente innocua, magari gratis, scaricabile dall’Android Market ma non solo. Gli ultimi esempi riguardano il minibrowser Opera e il media player PowerAMP.
Se le applicazioni inserite nell’Android Market sono, o almeno dovrebbero essere, garantite dal punto di vista della sicurezza, lo stesso non può dirsi per quelle disponibili su siti di download di applicazioni mobile, purtroppo facilmente raggiungibili da Google.
Il rischio c’è comunque in entrambi i casi. Non possiamo giurare sulle applicazioni che passano i test per entrare all’interno dell’Android Market perché è facile ad aggirare i controlli standard. Quelle, invece, disponibili per il download sugli altri siti si raggiungono velocemente da una semplice ricerca su Google e nessuno va a verificare attendibilità di siti e download.
I tipi di malware più diffusi, sempre secondo la ricerca di Juniper, sono gli Sms trojan che installano applicazioni che inviano automaticamente messaggi di testo a numeri specifici detraendo 2 o 3 dollari a messaggio dal credito del malcapitato. Poi ci sono gli spyware capaci di leggere la posta e catturare informazioni personali come, per esempio, i numeri in rubrica.
Al danno si aggiunge anche la beffa delle applicazioni gratuite che promettono la pulizia dello smartphone da eventuale malware mentre fanno esattamente il contrario. Se Android sembra essere la piattaforma più a rischio pare che gli aficionados dell’iPhone non possano sentirsi al sicuro.
Poco tempo fa, infatti, Instastock, un’applicazione “civetta” costruita apposta da uno specialista in sicurezza, ha passato tutti i test ed è stata messa regolarmente in vendita sull’Apple Store.
Purtroppo è difficile immaginare soluzioni a un fenomeno che, giustamente, cavalca l’enorme diffusione di smartphone, tablet e applicazioni. Come nel caso dei Pc è determinante la scaltrezza dell’utente. È importante, poi, non scaricare applicazioni inutili e da siti che non siano i marketplace ufficiali. Ancora, leggere le recensioni sulle applicazioni e accertarsi della serietà della software house che le ha realizzate.
Fonte: lastampa.it
I migliori navigatori per smartphone Android
novembre 21, 2011Uno dei pochissimi nei degli smartphone Android è sicuramente la mancanza di un sistema di navigazione di qualità superiore che non richieda la connessione ad internet. Il sistema di navigazione di Google e le numerosissime applicazioni applicazioni disponibili sull’Android Market, hanno (a parte qualche eccezione che però evidenzia altri limiti) infatti la necessità di scaricare le mappe direttamente dalla rete con un’inevitabile aumento dei costi.
In questo post cerchiamo di dare una panoramica sulle molteplici soluzioni di navigazione disponibili per sistemi Android cercando
di evidenziarne pregi e difetti, in attesa che trovino riscontro le voci degli ultimi giorni secondo cui Google fornirà una versione che supporta la navigazione offline e che TomTom rilasci una versione del loro navigatore specifica per Android (prevista entro l’autunno) molto simile a quella per iOS.
Partiamo quindi dall’applicazione ufficiale di Android, Google Maps Navigator, che offre un sistema di navigazione guidato sfruttando le mappe e le informazioni di Google Maps. La possibilità di reperire rapidamente informazioni su punti di interesse e lo strumento Street View ne fanno certo un’applicazione completa con l’unico difetto della necessità della connessione dati.
Wave, completamente free, è di fatto un social navigator poichè sfrutta la collaborazione passiva degli utenti per la generazione delle mappe, inoltre è disponibile per diverse piattaforme smartphone.
Un altro navigatore molto interessante e (incredibilmente) gratuito e Nav4All, caratterizzato da un interfaccia molto spartana dispone tuttavia di un sistema Navteq, tra i migliori al mondo per quanto riguarda i sistemi informativi geografici tanto da poter essere considerato un navigatore professionale.
Infine segnaliamo anche AndNav2 (altro social), Ndrive (disponibilità di navigazione offline), Navigon e WisePilot (questi ultimi due a pagamento).
Per chi invece desidera avere una soluzione di navigazione offline la soluzione potrebbe essere un navigatore offline come Copilot Live che permette di scaricare le mappe, segnala autovelox e luoghi di interesse e include comandi vocali. Un navigatore vero e proprio disponibile sul Market Android al costo di 25 euro circa.
Un’altra possibile situazione offline è quella di scaricare applicazioni come Locus (e molti altri) che permettono di scaricare le mappe di Google Maps ed utilizzarle in seguito come stradario online, perdendo ovviamente le funzioni di navigazione.
Aspettando la versione offline di Google Maps Navigator, le soluzioni per la navigazione sono comunque molteplici…e voi quale navigatore preferite?
Fonte: smartphonia.net
Strategator lancia la versione mobile del sito web
novembre 18, 2011Strategator.com un servizio professionale che fornisce soluzioni competitive intelligence, ha appena lanciato una versione mobile del sito web.
Strategator porta una nuova dimensione di ricerca società in tempo reale, ampliando i propri servizi a tutti i dispositivi mobili connessi a Internet. I professionisti hanno ora accesso agli aggiornamenti di business in tempo reale, essendo fuori sede o in movimento. Avere un accesso immediato a tutti questi dati in tasca, a volte potrebbe mantenere il vostro business più avanti rispetto alla concorrenza.
Gli aspetti principali affrontati agli ultimi aggiornamenti sono:
- Competitive intelligence – conversione dati aziendali (informazioni finanziarie, informazioni legali, notizie, social informazioni multimediali, e-reputation, ecc) in un processo decisionale di strategia efficiente. Manipolazione dei dati raccolti per migliorare la vostra competitività.
- Mobilità – accesso all’account dappertutto, utilizzando qualsiasi dispositivo mobile connesso a Internet. Gestire e interpretare dati aziendali completi.
- Linkedin widget – accesso alla rete più professionale da Strategator.com, visualizzare gli aggiornamenti delle connessioni, aziende e posti di lavoro recenti.
La ricerca di aggiornamento in tempo reale dei vostri concorrenti provenienti da fonti diversi è un processo che richiede tempo. Strategator.com ha unificato e integrato questi dati nel vostro dispositivo mobile, per facilitare il processo di reagire alle azioni dei vostri concorrenti e anticipare le loro azioni future.

Strategator:
Strategator.com è un portale di business intelligence che fornisce alle aziende in tempo reale informazioni aggregate sulle aziende, permettendo loro di monitorare le loro e-reputation, per effettuare ricerche di mercato e per monitorare l’attività dei concorrenti.
Fonte: strategator.com






